LA GRANDE FURIA

Mi presento sono Jeson ,io abitavo con mia sorella Elisa in una grande città dell’America, “WASHINGTON”, i miei genitori erano entrambi distaccati tra loro,io e mia sorella ci siamo trasferiti a Washington 5 anni fà, lei insegna danza classica mentre io stavo a casa a guardare la TV, perché il mio sargente dell’esercito americano mi aveva dato un mese di riposo.

Il giorno dopo venne mia sorella, dopo aver finito le lezioni di danza classica, mi disse tutta impaurita e preoccupata:” Jeson! Jenson! Ho paura, ho tanta paura, io non sapendo di cosa stia accadendo gli risposi: “Perché sei così agitata cos’é successo!!, e lei: in tv hanno detto che é scoppiata la guerra!!!, io gli dissi : oh mio dio! Che guerra Elisa !, lei:” contro i tedeschi”, ed io subito capí senza dargli più risposta, per un pó di minuti di silenzio e spaventati della tragica notizia arrivó una chiamata, io risposi al telefono ed era il mio sergente che disse: “figliuolo devi immediatamente partire per la Germania li troverai il tuo nuovo capitano che ti darà informazione starai con lui e i suo 4 uomini all’interno del suo carro armato “bunker soratte” non so altro, e gli risposi:” si Signore!.

Tre giorni dopo dalla chiamata del sergente, alle 04:00, dandogli un bacio sulla fronte a mia sorella che dormiva, me ne andai di casa per partire in guerra.

Arrivato all’accampamento che dista a poche ore al fronte in Germania , mi vidi con il mio capitano Martin, che mi disse: “soldato metti la tua roba all’interno del carro armato fra un pó si parte”, io gli dissi :” Signore! Già dobbiamo partire!, e lui con molta calma mi rispose:” soldato non ti ho subito la situazione ma in poche parole te lo dico subito, quindi la situazione è questa il nemico ha sfondato le linee a sud e li stará dura, perché è combattere sopra di un oceano, cioè nel vuoto, e li soldato saremo una mira facile, ora muoversi dobbiamo andare, io gli risposi soltanto:”si!”.

Partiti con il carro armato e altri 3 carri armati, l’obbiettivo della nostra missione era quello di recuperare i sopravvissuti, se ce ne fossero, perché noi per il nemico tedesco eravamo un bersaglio molto ma molto facile.

Ecco! Siamo arrivati alla zona di scontro, quello che vedo, tanti morti , artiglierie bruciate e tante buche, il capitano disse per radio :” state in allerta qua siamo in un capo aperto e siamo facili ad affondare, un colpo inizió ad arrivare da un carro armato nemico, il capitano disse a voce alta :” fate fuoco a quel carro armato!! e iniziammo a fare fuoco, dopo aver distrutto il primo carro armato, da li iniziavano i fuochi d’artificio, l’artiglieria tedesca inizió a sparare, e anche il capitano disse:” fuoco ad ogni cosa si muova, a tutti i carri armati spostatevi a destra e sinistra o l’artiglieria ci fará saltare in aria.

Dopo una serie di scontri,abbiamo vinto la nostra prima battaglia, avendo 2 carri armati fuori e 400 soldati morti ,tra i feriti e sopravvissuti ne erano rimasti soltanto 500, ora posso dire che è stata dura,perché lo scontro era in un campo all’aperto e il nemico era nascosto tra gli alberi, ma posso solo dire che siamo stati fortunati, l’artiglieria tedesca non aveva più munizioni e li abbiamo fatti fuori tutti con il risultato di nessun sopravvissuto.

Dopo questa piccola vittoria il capitano disse a noi, e agli altri del carro armato, che erano giunte nuove informazioni , ed erano le seguenti :” soldati anche se tutti i sopravvissuti si sono dovuti rifare all’altro fronte,a noi sono giunte nuove informazioni che sicuramente non vi piaceranno ,dovremmo continuare ad avanzare e occuparci la strada a nord est , da li passerá un piccolo plotone tedesco della SS, dobbiamo fermarli, se no le nostre linee saranno conquistate dai tedeschi, quindi sará tutto nelle nostre mani”.

Mentre stavamo avanzando, un carro armato tedesco, ci attendeva all’interno della boscaglia facendoci una trappola , il nostro capitano avvisó subito gli altri , ma non fece in tempo che neanche un millesimo di secondo che giá era stato fatto fuori uso, e noi eravamo soli, ecco che ora inizia il brutto per noi , il capitano era abbastanza preoccupato , perché era un carro armato ben corazzato ed era difficile farlo fuori, piano piano ci avviciniamo ,dopo aver ricevuto una serie di colpi, noi iniziemmo a colpirlo hai fianchi ,perché lì era il punto più debole, dopo averlo distrutto il capitano decise di uccidere i sopravvissuti.

Dopo due giorni di duri scontri , finalmente arrivammo alla strada , sentiamo un colpo, dove noi ci siamo spaventati molto , il capitano disse:” era una mina anticarro, controllate la zona,Eden vedi se puoi aggiustare il cigolo rotto, e tu Jason vai sulla collina e vedi se arrivano tedeschi, ah!! Soldati abbiamo la radio rotta quindi saremo solo noi isolati da tutti.

Ora toccava a me , mi posiziono dove il mio comandante mi ha detto e mi inizio a mangiare e bere qualcosa stando sempre in guardia.

All’improvviso sento dei canti, vedo dall’altra parte della strada un esercito, più o meno 300 o di 900 soldati della SS, torno indietro , e gridando dissi : ” capitanoo!, capitanoo!, e lui rispose: ” che succede Jason!!!, ed io : “I tedeschistanno arrivando saranno 300 o 900 Non so, ma sono in troppi, il capitano ci disse a tutti:” soldati potete anche andarvene io non lascerò la mia casa”, noi tutti restemmo per combattere fino alla fine, per il nostro paese per L’America.

I tedeschi si avvicinarono, noi avevamo messo un corpo tedesco sul carro bruciandolo , facendo capire hai tedeschi che fosse un carro armato esploso , in modo che noi potevamo attenderli con una piccola trappola , per oppore resistenza, inizia lo scontro, noi faccemo fuoco a volotá più tedeschi ammazzavamo e più onore ci facevamo a noi stessi.

Lo scontro duro per 3 ore senza pietá , ma i tedeschi essendo in superioritá numerica uccisero tutti i nostri compagni, e restemmo solo io ed il mio capitano a fin di vita , e mi disse:” Jason nasconditi sotto il carro armato ce una botola di fuga , così potrai raccontare di quando noi siamo stati fieri di noi stessi ,e per ciò che abbiamo fatto per L’America, ricordati noi ci chiamiamo la furia”.

E questa è la mia storia di amici con un cuore di ferro dopo aver combattuto battaglie impossibili da vincere ma siamo stati gli eroi dell’America.

La grande furia, avendo ucciso con un solo carro armato 978 tedeschi, tra cui al passo ne erano rimasti soltanto 200, per noi era una grande vittoria.

CAMPO DI CONCENTRAMENTO

TRA IL 1933 E IL 1945 I TEDESCHI CON I LORO ALLEATI CREARONO PIÚ DI 42.000 CAMPI DI CONCENTRAMENTO.

Siamo nel 1941 durante la Seconda Guerra Mondiale noi tutti, eravamo persone civili, brave ed eravamo molto fieri di noi stessi fino a quando…

I tedeschi coloro fedeli al Führer ed insieme hai loro alleati decisero di costruire campi di concentramento per tutti i civili europei, prigionieri di guerra e così via.
Il 20 gennaio 1942, le SS, i membri del Partito Nazista e un certo numero di funzionari si era riunito a Berlino per coordinare la deportazione degli ebrei, e degli eventuali prigionieri di guerra.

Io mi chiamo Raffaele De Giacomo Zuzzi ed ho 15 anni ero a casa, insieme a mia madre , mio padre e mio fratello,stavamo cenando, quando all’improvviso sentiamo un grande casino nell’intero palazzo.

Sentivo grida, pianti io non sapevo esattamente cosa fare, mio padre mi disse: “figlio resta li non ti muovere i tedeschi sono entrati nel palazzo”, ed io spaventato gli risposi: “Ci ammazzano”, mio padre mi disse soltando una parola ed era: ” nasconditi non farti vedere, io mi nascosi dentro l’armadio quando allimproviso i tedeschi sfondato la porta di casa dicendo : ” uscite tutti fuori e mettetevi in fila, i tedeschi stavano controllando la casa ed io ero al piano di sopra.

Mio padre urlando con voce alta disse :”sporchi nazisti”, senti un colpo da fuoco, ed io mi misi a gridare: “Noooo ” sommerso in un pianto forte,i tedeschi mi trovano e mi portano fuori insieme agli altri .

Un ufficiale Oscar Paul disse a tutti: “da stasera stesso sarete portati tutti quanti nei vari capi di concentramento, caricateli sui camion”, io ero disperato per la perdita di mio padre, mia madre e mio fratello non sapevano esattamente dove è cosa ci stavano facendo a tutti .

Saliti sul camion sento gridare l’ufficiale: scendete e mettetevi in fila dovete cambiarvi e mettervi quella divisa immediatamente, dopo che tutti ci siamo cambiati e mentre ci parlava l’ufficiale io vidi una scritta”AUSCHWITZ ” e delle barriere con filo spinato e lunghe case una in fila all’altra.

Ecco ora arriva il momento peggiore, i soldati ci iniziano a separare, io piangevo perché mi avevano separato da mia madre e mio fratello, mentre sentivo le grida e i pianti degli altri bambini, in una confusione totale.

L’ufficiale Oscar Paul ci accompagno nelle varie camere dove ci aveva chiuso all’interno di essa, io affacciato alla piccola finestra dell’edificio pensavo: “ora che ci accadrà!!”.

Il giorno seguente vení l’ufficiale Oscar Paul insieme ad un medico e ci disse: “bambini tutti in fila, lui sarà il vostro medico Josef Mengele”, e l’ufficiale chiamo i primi bambini ed erano anche gemelli e se li portó via.

Io come gli altri bambini all’interno ci guardavamo tutti in faccia, spaventati ,scioccati per ciò che stava accadendo, io stavo pensando cosa accadrà hai gemelli, mi affaccio alla finestra perché vidi un fumo nero.

Siamo arrivati al 22 del 1942 il giorno in cui l’ufficiale Josef paul venne all’interno della camerata e ci disse a tutti i bambini: “bambini ora dovrò selezionare un altro urgentemente”, e chiamó proprio me.

Mentre andavamo insieme hai soldati tedeschi e l’ufficiale vidi il terrore, tutte le persone portate li, al campo di concentramento, facevano lavori forzati,chi era stato picchiato ,chi fucilato, mentre stavamo continuando ad andare avanti vidi mia mamma, e lei vide me, io a voce alta mi misi a gridare: “Mammaaaaa” , lei si mise a piangere e gridare: Perché mio figlio l’urido tedesco nazista, e mio fratello che gridava dall’altra parte della recinzione: Dovete morire tutti sporchi fascisti, l’ufficiale si fermó e disse:”io non oso sentire questo, soldati fucilateli entrambi tanto di porci qui ne abbiamo abbastanza”.

Nel cammino vidi delle persone con le braccia rivolte dietro il collo bé quelli sicuramente erano i prigionieri, e nel continuare vidi quella casa nera da dove usciva il fumo nero, le persone che entravano senza uscire , i tedeschi che dicevano : “entrate porci e fatevi una doccia”, io scendevo le scale nel sotterraneo e vidi una sedia a sdraio il medico Josef Mengele mi disse : “sdraiati li sopra che ora iniziamo “, io impaurito gli chiesi cosa mi succederá , e lui : ” dobbiamo tirare e visitare i tuoi denti.

Il giorno 23 del 1942 alle ore 02:00 Mi stavano portando li alla casa nera non sapevo cosa fare, entro all’interno , e lí finisce tutto per me.

L’unica cosa che so, che quel giorno vissuto e stato uno dei più terribili.

( storia 80% vera).